lunedì 30 giugno 2008

Epilogo missione 2

Il contatto è una giovane donna con una piccola rosa tra i capelli. Alle sue spalle tre guardie in abito scuro seguono diffidenti ogni suo passo perlustrando il percorso. Sapevano fare bene il loro lavoro…ma non abbastanza. Sono diversi i sicari della Triade che si aggirano leggeri come sospiri tra la folla; nell’intrico gelido delle ombre solo l’occhio di un altro predatore può cogliere i loro movimenti. E’ il leader della Mano di Dio a farsi avanti con passo sicuro verso i tre guardaspalle non appena commettono l’errore di abbassare la guardia…basta una frazione di secondo: non comprendono nemmeno cosa stia succedendo…si accasciano privi di vita sul tavolo del locale con esasperante lentezza. Sembra che la parte più difficile sia fatta, ma è solo una fugace illusione; l’informatrice ha paura, vuole garanzie, certezze, ma la Mano di Dio è poco avvezza a trattare le “prede” con il guanto di velluto e il contatto si allontana stizzito…non si fida ancora di noi.
Jack Manopesante, la guardia del corpo personale del Boss, guarda la scena con un ghigno crudele sulle labbra accarezzando l’impugnatura consumata della catana. Lascia il suo rifugio di tenebre e in pochi secondi l’informatrice è nel suo raggio d’azione. A dispetto della vita passata a eliminare con furia cieca i nemici del Boss, Jack scorta la donna con galanteria al cospetto di Mickey Rancore. Grazie all’intervento diplomatico del Boss il patto è stato siglato… fra breve avremo tutte le informazioni che ci servono per liberare Abril e potremo saldare il conto con il Lacrimoso.

La Spada è decimata

Veniamo a conoscenza che è in corso una festa rock in spiaggia, ci dirigiamo li: io (Sylar), Tommino e Spada, Roccia invece opta per un altro tipo di serata. Potrebbe essere l'occasione giusta per distendere un po' in nervi dopo la battaglia contro il marlboro club e chissà beccare qualche scagnozzo del Lacrimoso. Inizia la serata, bella musica, i gessati dei presenti che si muovono a ritmo creano una certa ipnosi a chi ha alzato un po' il gomito. La zona sembra pulita, ripetutamente effettuiamo ronde di perlustrazione, ma ad un certo punto uno sparo: "BOOM", la folla impazzita crea il vuoto attorno al cadavere steso al suolo... "Cosa cazzo è stato???" mi faccio largo tra la gente e scopro che quella è la carcassa di spada. Non ho nemmeno il tempo di imprecare che un altro sparo mi fa schizzare i timpani, "BOOM" mi volto velocemente e scorgo il volto del killer, ma è già troppo tardi, tommino è al suolo privo di vita. La vendetta mi acceca, i miei più cari amici sono morti... Vorrei corrergli incontro sparando all'impazzata con il mio revolver ma ci sono innocenti e comunque non vorrei dare troppo nell'occhio, io vivo nell'ombra, quindi mi avvicino a lui a testa bassa senza farmi notare e gli arrivo alle spalle, lui distratto dal recuperare le carte dei mie amici non si accorge di nulla... "BOOM" un colpo alla tempia da dietro, questa volta è lui, Mr Orange ad essere steso nella sua pozza di sangue e il suo K di quadri che galleggia ora è mio.
A fine serata il nostro sicario ha terminato la sua giovane vita, ma a quale prezzo... Ricorderemo per sempre le gesta di Spada e Tommino che hanno combattuto sempre al nostro fianco in questi anni, ma attenzione perchè Laspada è ancora viva...

Sylar

domenica 29 giugno 2008

L'onore prima di tutto

Onore:
"buona reputazione acquistata con l'onestà, coi meriti; rispettabilità, dignità; più genericamente, vanto, gloria".

Noi non combattiamo per gli altri, ma per noi stessi. Non ci interessa essere considerati dei vincenti, vogliamo esserlo.

La Triade era stata categorica: "eliminate il
Marboro Club, eliminate il suo capo, Scarface".
Sapevamo ovviamente dove abitava, sapevamo molte altre cose.Nonostante ciò, ore ed ore di appostamenti, giorni interi improntati allo spionaggio, non ci avevano portato a nulla; Scarface non si vedeva. Telefonate a casa, telefonate al cellulare, risposte criptiche di chi sa di essere seguito. Nulla. Il loro capo sembrava irraggiungibile. I suoi scagnozzi l'avevano studiata bene: "leader a casa, noi a caccia"; ed erano grandi cacciatori.A loro non interessava l'onore,volevano semplicemente vincere. Realizzavano obiettivi su obiettivi, si ingraziavano Rancore e la Triade intera, e noi, consci comunque della nostra abilità, vivevamo nella frustrazione di non riuscire nemmeno ad intravedere il loro capo.
Una parola racchiudeva in sè tutto il nostro abbattimento, tutto ciò che eravamo, tutto quello che sentivamo: AVVILITI.
Venerdì 27 giugno, ore 20:
ci restavano 4 ore; a mezzanotte saremmo stati considerati degli incompetenti; e per il Boss un sicario incompetente è un sicario che va eliminato. Era la nostra ultima possibillità, se Scarface non avesse lasciato la sua fortezza di venerdì sera, lui e la sua banda avrebbe continuato a vivere e cacciare. Noi no.
Nessun segnale durante la prima ora di appostamenti, niente che ci facesse sperare di continuare la nostra battaglia. Sembrava finita. Pensavamo già a quanto sicari avremmo avuto alle spalle poche ore dopo, sapevamo già che la Triade avrebbe ordinato di freddarci.
Un uomo che sa di dover morire entro poco non è più un uomo, ma un vegetale: occhi infossati e inespressivi, corpo paralizzato dal terrore e dalla rassegnazione, animo glaciale e irrecetivo a qualsiasi stimolo. Tranne uno: l'improvvisa speranza di avere salva la vita. E' una resurrezione. Si torna al mondo più forti, più scaltri, più intraprendenti; e disposti a tutto.
Quella speranza ci è stata data da un rombo. I nostri informatori ci avevano detto che Scarface era solito uscire con una moto da cross, probabilmente un 50 di cilindrata; il rumore era quello. Quel suono ci ha strappato al nostro limbo, quel suono ci ha fatto ricordare chi eravamo. Siamo scesi nell'interrato dei garage.
Era lui.
Circondato da tre di noi.
Stavolta non aveva speranza.
Gli abbiamo puntato le armi contro, convinti che comunque lui avrebbe risposto al fuoco. Ma era disarmato: "non potete uccidermi qui,è zona franca".
Non era vero, glielo abbiamo dimostrato coi documenti che la Triade stessa ci aveva fornito. Ci stava consegnando la carta in segno di resa, una scossa di adrenalina ci ha fulminato cuore e tempie, eravamo salvi, avevamo vinto; il piano del Marlboro Club di tenere nascosto il capo era fallito,a due sole ore dalla sua apoteosi.
Ma il senso dell'onore fa fare cose apparentemente sciocche.
Il ragazzo ci aveva visti, non ha tentato la fuga perchè era in buona fede e si credeva al sicuro. Chi sbaglia paga, si dice.
Ma per noi non c'è nulla di più ributtante e insoddisfacente di una vittoria incompleta.
E' istinto, è stato un attimo : "io non voglio vincere così, non mi dà alcuna soddisfazione. Ti sfido in campo aperto, capo contro capo".
Scarface ha accettato, quasi incredulo; non poteva fare nient'altro.Ha rimesso in tasca una carta che sembrava perduta e se n'è andato; l'abbiamo lasciato andare, con l'accordo di sfidarci a duello un'ora dopo.
Un'ora interminabile.

Ore 23, Scarface mi chiama: "dove sei?". "Al campo da basket sotto casa tua".Ci incontriamo.
Siamo tesi, nelle nostre mani i destini di due bande.
Scarface è teso, più di me. Daltro canto 10 anni separano la sua età dalla mia.
Non c'è tempo di pensarci, iniziamo. Il ragazzo combatte come piace a me, aggredisce l'avversario invece di attenderlo. Ci avviciniamo subito, ognuno di noi è a portata del fuoco avversario. Schiviamo un numero infinito di pallottole, quand'ecco irrompe alle mie spalle una bmw nera: sono i suoi scagnozzi. Forse questo lo emoziona, forse perde la concentrazione. Per fortuna, perchè per quanto sia stato all'altezza del mio avversario, i dieci anni in più e le venti sigarette fumate ogni giorno da nove anni cominciano a stremarmi.Siamo faccia a faccia;mi getto alla mia sinistra, sparo alla mia destra. Lui imita il mio movimento ma incrocia la traiettoria del colpo. Colpito al cuore. Cade a terra incredulo, dieci minuti di duello all'ultimo sangue si sono chiusi con la mia vittoria.
Scarface è morto, il Marlboro Club è distrutto.
Gli avviliti sono diventati gli avvilenti, e viceversa.
Saremmo stati dei falliti entro 30 minuti, ma ora siamo eroi.Salvarsi sul filo del rasoio è doppiamente esaltante.
Il sei di fiori è nostro,la storia de La Spada continua.

Roccia, banda "La Spada"

Una papera all'alba...

sabato 28 Giugno, sei del mattino, Papera Assassina esce dal suo nascondiglio, si liscia le piume e parte per la missione.
si reca al porto e aspetta...
fa un freddo irreale, forse è perché Papera Assassina viaggia a fianco della morte, glaciale compagna di giochi dai tempi in cui Papera era ancora un pulcino implume...
l'obiettivo comincia a lavorare al bar Souvenir di piazzale Boscovich alle sette, chissà con quale anticipo si presenterà a lavoro, e dove parcheggerà...
Papera Assassina ipotizza che Omar arriverà con un motorino, o bicicletta.
ha studiato il possibile percorso da casa sua al porto e ha pensato che il mezzo più prevedibile sia uno scooter.

Papera Assassina si siede e pazienta, intorno, spazzini, pescatori, pensionati in Bermuda, e lei, brillante e lucente come una perla...
Tutti la guardano, anche perché è l'unico essere umano "under 90"...
Un piccione zoppo si avvicina, Papera Assassina lo guarda pensando se sia opportuno portarselo a casa per cena, e mentre fantastica su una possibile ricetta di "piccione-zoppo. con pezzi sicario stufati", arriva lui: la vittima.
é in scooter, e parcheggia esattamente dove Papera Assassina aveva previsto.
La vittima ha ancora troppo sonno per guardarsi in giro.
Scende dal suo mezzo, e comincia irrazionalmente a spostare delle cassette da frutta lì vicino. chissà per quale bisogno di simmetria o geometria mentale...strano ultimo gesto, prima di morire!
Mi avvicino, lo chiamo per nome, con voce dolce e carezzevole:- Omar?-
:- sì?-
lo freddo senza pietà.
Il fendente lo taglia in due.
Il sonno, l' alba, il fatto irreale, Omar barcolla senza capire cosa sia successo, aveva l'arma a tracolla nel marsupio, ma non ha fatto nemmeno in tempo a pensarci...
muore dicendo:- noooooo-
e poi aggiunge rantolando:- comunque brava...-
nove cuori rossi vengono infranti tutti in una volta, beh, Papera Assassina è abituata a infrangere cuori, ma non 9...ne è abbastanza lusingata...
fiera di sé, torna nell'ombra del suo pollaio, sorseggiando sangue di sicario, annata 1978...

Il fantasma di Abatecruento

E' andata così.
All'alba le conchiglie del bagnasciuga crocchiavano sotto i miei piedi.
Osservavo il mare e la tranquillità del vento, placidi come la mia vita da
quando avevo abbandonato la penombra. Ma non è mai finita, una volta stati
sicari non ci si sente mai completamente soli. Sembra sempre che qualcuno
sia appostato alle nostre spalle. Mi voltai d'istinto. Abatecruento.
"Dasvidania, hai l'alluce valgo" mi disse osservando vago un gabbiano.
"Bene, grazie della soffiata amico. Per fortuna nessuno è mai morto di
alluce valgo" risposi.
Abate sorrise. "Dipende da chi sta seguendo le tue impronte" disse estraendo
dei fogli dalla sua borsa nera. "Cosa sai di questi?"
La PSA. Tutti i loro dati, le fotografie, i loro orari. "Accidenti Abate...
se sei a caccia di loro..."
"No. Sono loro che mi stanno alle costole".
Brutta storia. Gli dissi quello che sapevo."Stanno macinando vittime, lo
saprai. E hanno fatto un nuovo acquisto recentemente. Si chiama Vitious.
Suppongo che non sappiano neanche loro l'affare che hanno fatto, lo usano
per azioni kamikaze, carne da macello."
"Sì, l'ho notato." prese il foglio con la foto di quello che sembrava un
giovane per bene. "Faccia d'angelo eh?". Indugiò un attimo. "Dasvidania,
dicono che quando un sicario vede il suo erede lo sappia riconoscere. Tu ci
credi?"
"Sono sciocchezze, Abate."
"Ho chiesto la sua testa. In cambio di Vitious solo e legato davanti al mio
rifugio ho promesso di rivelare il mio travestimento e la mia posizione per
uno scontro alla pari..."
"Cosa!? Ma sei impazzito? Non..."
"Ma hanno rifiutato. Solo tipica vanità delle bande di questi posti. Fanno
soldi facili e si sentono onnipotenti. Non scendono a patti, neppure molto
convenienti. Non credo che abbiano capito la situazione."
"Abate, la PSA è una brutta gatta da pelare, però non ti posso aiutare, io
ho smesso con..."
"Non è il tuo aiuto che mi serve, Dasvidania."
Mi offrì una sigaretta.
Accettai con sospetto.
"Lo sài che ogni volta che arrivi in città con te arriva un'onda anomala di
sventura. Vattene. Perchè se mi succede qualcosa il mio spirito ti
tormenterà in eterno."
No, non era una bella prospettiva. Mi girai e me ne andai senza rispondere.
Stringendo l'alluce.
Ma non me ne andai dalla città, avevo degli affari di donne troppo
importanti, diavolo!
Poi l'ho sentito. Quella sera ho sentito gli spari.
Abate, la storia dell'erede, la sventura... mi si è quasi fermato il cuore.
Ecco perchè sono qui, onorevole Triade. Voglio tornare sotto la vostra
protezione.
Non so come ci si possa difendere dai fantasmi, ma vi prego, aiutatemi
voi...

sabato 28 giugno 2008

Un degno rivale...

La Notizia si è appena sparsa ed è già leggenda!

Parte Prima –L’iniziazione del Vicious-

Una vittima eccelsa, nota in tutte le lobby di assassini, ci è stata assegnata, il
suo nome è sinonimo di perfezione e freddezza, è Abatecruento.
Nei primi giorni, nonostante i nostri sforzi per stanarlo dai suoi innumerevoli covi,
non siamo mai riusciti a individuarlo, siamo addirittura arrivati a pensare che non
esistesse nemmeno, ma come potevamo tirarci indietro, l’unico modo era quello di
rischiare la pelle e rendersi vulnerabili, farsi scoprire, per capire almeno qualcosa
che ci potesse dare una mano nel nostro compito.
Così abbiamo deciso che Vicious, il novellino ancora privo di esperienza, doveva
farsi avanti e rischiare la pelle per fargli capire che questo... non è un “lavoro”
che può fare chiunque; l’abbiamo mandato sotto casa della nostra futura vittima e gli
abbiamo fatto chiedere dove fosse, ma le persone che abitano con Abatecruento
sapevano che se avessero rivelato a sconosciuti la Sua posizione, sarebbero andati
incontro a morte certa e nessuno avrebbe più saputo di loro, infatti la loro risposta
è stata “Non è in casa, è fuori in giro con amici e non sappiamo dove sia”, risposta
molto prudenziale che ha costretto il novellino ad andarsene a mani vuote, ma che a
nostra insaputa avrebbe scatenato una ritorsione immediata: poco dopo una macchina si
accosta accanto a Noi e da lì dentro una figura coperta da cappello e sciarpa
comincia a scaricare una raffica di colpi che riusciamo ad evitare solo grazie ad un
colpo di fortuna (i suoi amici lo avevano avvisato, ma era proprio quello che
volevamo). La macchina riparte e fugge, Russell e Dragonfly inseguono, ma il talento
nella guida della nostra vittima ci fa perdere presto le Sue tracce, ma non tutto è
perduto, e Vicious che invece di seguirLo ha preso nota di modello e targa della
macchina ci fornisce un indizio fondamentale; il ragazzo è stato impeccabile, il suo
è stato un buon acquisto, il rischio ha fruttato degli elementi di ricerca più che
buoni. Ma una sorpresa ci aspetta...
Parte Seconda –La Rivelazione-
La serata successiva si svolge in maniera molto tranquilla e desistiamo di nuovo sul
tardi e, lentamente, ci dileguiamo. Ma Vicious che ancora non si è dato per vinto fa
un ultimo giro di perlustrazione e nota uno strano elemento in bicicletta che procede
a casaccio attorno all’abitazione, la descrizione corrisponde, è Lui!!! Ma le Sue
tasche sono troppo gonfie, sono entrambe provviste di armi cariche, se lo sente!!! Lo
segue fino in stazione, ma vede che ha sempre una mano pronta in tasca e desiste...
E poi davanti a tutta quella gente un’uccisione desterebbe troppo nell’occhio...
Meglio aspettare un momento migliore...

Il giorno dopo sul cellulare di Dragonfly arriva un messaggio di Abatecruento che ci
invita ad una festa di compleanno presso un ristorantino; chiaramente si tratta di
una trappola, ma la cosa più strana è... “Come ha fatto ad ottenere uno dei Nostri
numeri? Costui ha delle conoscenze ben oltre la nostra immaginazione!!!”. Studiamo
una controffensiva e la sera Dragonfly si fà trovare sul posto, camuffato ad arte,
comunque una cosa è certa, la macchina è lì ed il primo che fà una mossa falsa è
morto. La copertura è perfetta ed Abatecruento non vede il nostro uomo, ma nemmeno
Noi lo vediamo, le Sue arti illusorie cominciano ad intimorirci, ma non possiamo
deludere la Triade, altrimenti l’unica cosa sicura per Noi saranno le “scarpe di
cemento”. La serata passa senza colpi di scena e andiamo a rifugiarci nel nostro
covo, di nuovo con la delusione dipinta sui volti.
Parte Terza –L’Attacco-

Nella sera tra Venerdì e Sabato, dopo aver terminato il lavoretto per la Triade, ci
congediamo all’unisono per dedicarci alle Nostre famiglie (ed anche per non farLe
insospettire sulla nostra doppia vita); Vicious invece và a fare serata con amici e
verso le 2.00 quasi di ritorno a casa, ha un FLASH: “Voglio cercare la macchina, se
avrò fortuna la troverò parcheggiata sul mare, d’altronde anche Lui dovrà concedersi
dei momenti di svago”
Ed è lì che Vicious trova la macchina, allora in un impeto di euforia parcheggia e lo
va a cercare, ma Abatecruento si è di nuovo camuffato, ha cambiato di nuovo il Suo
aspetto e si è reso irriconoscibile; ultima risorsa, aspettare che esca e vada verso
la macchina, ma proprio mentre ritorna sui suoi passi, a vedere se la macchina è
ancora lì, la vede uscire a partire con estrema cautela. Vicious non ci può credere,
ha perso una buona occasione, lo poteva seccare proprio mentre si dirigeva nella sua
vettura; fa niente, allora lo si colpirà dal finestrino, ma pure quello è chiuso, il
nostro amico fa bene a prevenirsi, potrebbe essere ucciso in qualsiasi momento.

Unica soluzione per il novellino, è tendergli un agguato sotto casa ed è qui che
scatta l’impeto di genio; Vicious parcheggia lontano da casa e nasconde il mezzo e,
proprio sotto casa, vede una macchina che fa al caso Suo, è accanto all’ingresso ed è
posizionata in penombra. La mossa giusta è una sola, nascondersi sotto la macchina,
pistola in mano, ed aspettare che la vittima passi davanti a quest’ultima per fare un
controllo. I minuti passano e il tempo sembra non finire, ma all’improvviso una
macchina passa davanti a casa e rallenta, è Lui! Vicious esce da sotto la macchina
parcheggiata si lancia sulla vittima, gli apre la portiera con prontezza e freddezza
ed intravede, finalmente dopo tanto tempo a dormire notti insonni, il Suo sguardo che
lancia un’occhiata come per chiedere PIETA’, ma nello stesso momento il novellino lo
riempie di piombo e lo lascia esanime nella vettura ancora accesa. Vicious si dilegua
nell’ombra, di nuovo in quel mondo di “non esistenza”.

Finalmente il “cappotto di legno” della Triade potrà essere riempito, finalmente il
Sei di Quadri è in mano nostra!

Abatecruento per Noi è stata una vittima degna di rispetto, abbiamo imparato
tantissimo da Lui... Se fossero tutti così il nostro mestiere sarebbe veramente
difficile, ma non è così, il mondo è pieno di stolti...

-PSA-

Lord Fener cade

"Ripetimelo ancora"
"che cosa?"
"ripetimi come hanno fatto a concludere un contratto in nemmeno 4 ore di
lavoro."
"te l'ho già detto, non capiresti"
"si invece!"
"che cosa vuoi sentirmi dire? Che sanno come muoversi? Che hanno avuto
fortuna? Che avevano un piano a prova di bomba? O cos'alto?"
"voglio conoscere la verità"
"tu non puoi conoscere la verita! La verità è che Loro non sono come
noi...... come tutti gli altri, Loro non hanno un piano prestabilito. I
piani servono alle persone che non hanno fantasia, che non si sanno adattare
al mutare delle condizioni. Loro vivono d'istinto, di sensazioni. Sono degli
artisti e come tutti i veri artisti traggono ispirazione da quello che
vedono attorno a Loro...... Non guardarmi cosi, sapevo che non avresti
capito....Ti faccio un esempio. Sai perchè è morto Lord Fenner?"
"no"
"Lord Fenner è morto non perchè non li ha visti arrivare, Lord Fenner è
morto perchè sapeva che Loro erano sulle sue tracce e sapeva che era giusto
cosi! In cuor suo Lord Fenner sapeva che era giusto morire per mano Loro.
Pensali come ad un fiume che scorre, seppur tranquillo, seppur calmo e
quieto, non importa molto quali ostacoli avrà davanti, saprà sempre trovare
la propria strada. Lord Fenner e il suo Jack di Cuori erano solo un sasso in
mezzo al fiume."
"in altre parole sono inevitabili"
"vedo che alla fine hai capito"
"allora cosa possiamo fare?"
"se servisse a qualcosa ti direi di nasconderti. In quanto a me posso solo
sperare che non siano interessati a cacciare piccoli frati di
campagna........"

Psa

venerdì 27 giugno 2008

Frax80 contro Franco...

Giovedi 26 luglio 18.15


Un paio di infradito di cemento per
Franco.



Appostamento rapido e calcolato ad appena due bagni di
distanza dal mio obbiettivo. Procedo lentamente tra i cespugli di tamerici della
costa e lo osservo...


Avevo già visto in azione quel sicario, sapevo che era
scaltro ma di certo non fino al punto di cambiarsi costume tutti i giorni per far
perdere le proprie tracce e confondersi tra la folla di
bagnanti.


Muscoli tesi allo spasmo, il cuore mi batte in testa e il
sudore brucia i miei occhi chiari, so per certo che un solo passo falso mi farà
uccidere così come era successo a Topo, valido ma sfortunato sicario caduto sullo
stesso campo di battaglia.


Ho solo un attimo, niente ragionamenti, sangue freddo
sotto il sole cocente che fa brillare la canna della mia bomboletta.


Presenza di un esimio componente della triade, tensione
alle stelle.


Veni, vidi, vici.


Finisco Franco ancora a terra dopo un inutile tentativo
di fuga, si dibatte debolmente soffocando nella sabbia intrisa del suo
sangue.


Il 7 di fiori è mio.


Torno nell'ombra e svanisco.


frax80


giovedì 26 giugno 2008

Missione speciale 2 - Parlare con "Gola Profonda"

Grazie alla fedeltà e alla rapidità d’azione della banda “La Mano di Dio” siamo riusciti a venire in possesso del prezioso messaggio del nostro informatore, infiltrato tra gli uomini del nemico.
A quanto pare tra i membri della cerchia del Lacrimoso si cela qualcuno che comincia a sentire la pressione dei nostri sicari e inizia a temere la vendetta della Triade.
In particolare Gola Profonda ne ha scovato uno disposto a tradire i suoi compagni in cambio della sicurezza di aver salva la vita. Nel messaggio era indicato il suo numero di telefono …
Abbiamo contattato il traditore via sms per evitare di comprometterlo : è impaurito e teme la giusta punizione dei nostri killer. Vuole parlare di persona con un accolito della Triade che gli garantisca protezione: solo allora ci dirà come trovare Abril.
Ci comunica che Venerdì 27 tra le 23 e 00.30 si farà trovare nella zona compresa tra Piazza Fellini e il Porto. Avrà in mano una rosa rossa. Potrà essere in strada così come in qualche locale, quindi prestate massima attenzione.
Purtroppo non sarà solo. Il Lacrimoso è un uomo previdente e conosce bene la fama dei nostri spietati emissari ; gli ha messo quindi alle costole tre implacabili guardie del corpo che lo seguono perennemente. Anche Venerdì notte i tre saranno sempre nelle immediate vicinanze del loro protetto e sicuramente non esiteranno a farvi fuori non appena vi avvicinerete troppo.
Dovrete riuscire a parlare in privato con l’informatore e garantirgli con la vostra parola d’onore il perdono del Boss Mickey Rancore ; non importa come ci riuscirete, eliminando le guardie con la forza oppure agendo d’astuzia qualunque sistema è lecito. Non ci importa dello spargimento di sangue … purchè quel sangue non sia dei nostri uomini …

Fatevi Onore

La missione speciale è aperta a tutti e il suo completamento vale 60 punti, mentre le guardie 10 punti l’una. Solo il primo che riuscirà ad accordarsi con il traditore otterrà la ricompensa.

Marlboro - Atto due

Un bel posto per morire...o forse dovrei dire il contrario, quando un posto è bello forse non è l'ideale per cadervi morto, forse si preferirebbe farlo lontano dalla gente, in un bastardo posto magari più sperduto. L'obiettivo è da portare a termine entro la serata, non conviene aspettare, il posto è comodo e ottimo per confondersi. La banda nemica è composta da tre persone, il capo lavora in un bar sul lungomare, un altro sempre in un bar a pochi metri da lui, il terzo sembra essere un perditempo, nessun riferimento preciso, nessun lavoro.
Le ricerche informatiche partono e si scopre ben presto che i due bar in questione sono a pochi passi dalla casa di uno di noi, uno è praticamente di fronte, dall'altra parte della strada. Purtroppo impegni importanti ci distolgono dal lavoro di pedinaggio o picchettaggio, ma al secondo giorno trovo il tempo per una veloce visita al capo Cuch e passo davanti al bar in una normale e tranquilla serata sul lungomare. La tranquillità in realtà non la fa da pardona, il posto è affollato di turisti e ragazzi, un'atmosfera chiassosa, ma forse più consona per un appostamento meno notabile. Arrivo col mio mezzo e mi apposto proprio di fronte al locale, uno spiazzo largo proprio davanti al bagnino mi permette di rimanere discretamente all'osservazione dell' imputato...una mercedes parcheggiata davanti mi copre a dovere e mi permette di sporgere la testa di tanto in tanto senza destare nell'occhio. Il ragazzo è li, ovviamente indaffarato, ma nemmeno troppo, ogni tanto si ferma dietro al bancone e sembra buttare un occhio di fuori, ma non in modo guardingo e sospettoso. Il suo turno dovrebbe finire a mezzanotte eppure è quasi la mezza ed il locale non sembra accennare alla chiusura. Comincio ad avere dei dubbi, la sua permanenza nel locale non sembra essere dovuta ad un normale ritardo, ma evidentemente l'orario è sbagliato....la macchina di fronte a me viene occupata da due asiatiche, che mettono in moto e si immettono nel trafficato e chiassoso lungomare. Ora però la situazione si calma, i pedoni diminuiscono, le famiglie e le comitive di anziani sono ormai a letto, i ragazzi più giovani e i turisti a ballare. Le prime luci del locale si attenuano e questo mi fa ben sperare, ma il lavoro è ancora lungo per i baristi, devono ancora pulire e alcuni individui siedono ancora ai tavoli. Decido di ripartire, ormai non sono più protetto come prima, e la ritrovata tranquillità della zona sembra rendermi più vulnerabile e meno nascosto dalla distraente confusione che c'era prima. Partono un paio di occhiate dal bar di fronte che mi spiazzano un po...metto in moto e torno a casa, si tornerà domani in gruppo per gestire meglio la cosa.

Seconda giornata: passo al bar dello svagnozzo in un bollente pomeriggio, atmosfera invivibile, aria irrespirabile. Passo più di una volta di fronte al bar, scorgo un ragazzo che sembra essere il nostro individuo, ma troppi caratteri non coincidono, a partire dai capelli per arrivare all'orecchino che non ha...non è lui.
Si fa sera, l'appuntamento è a casa di uno di noi, praticamente dietro il bar del capo, siamo in 3.
Passiamo anche al bar dello scagnozzo e transitando in mio collega saluta il barista, mi dice che si chiama Marco e trovo conferma che quindi non è uno dei nostri obiettivi.
Passiamo all'obiettivo numero uno. Il bar del capo. dopo un lungo giro lato spiaggia giugiamo all'appostamento della sera prima. Decidiamo di sederci al bar ed ordinare qualcosa, si proprio al suo bar. Ci sediamo disinvolti ed ordiniamo 3 frappè, ci sforziamo di non guardarlo, ma sembra che sia lui invece a guardarci con aria sospettosa...forse il fatto di aver fatto capire di essere persone del luogo ci ha traditi. Il tempo passa, cazzate e chiacchiere volano, varie sigarette accompagnano la permanenza nel locale. é il caso di levarsi, ci alziamo e ci allontaniamo, per poi fermarci poco dopo il locale, nel marciapiede.
Ci dividiamo, le due viuzze interne sono sbarrate da due di noi, io faccio il giro largo e mi siedo su un tavolo da ping pong di un bagno a circa un ottantina di metri in linea d'aria dal bancone del bar. Lo spazio è tanto, ma la visuale cè anche se Cuch sparisce troppo spesso dietro a qualcuno degli oggetti che si interpongono davanti ai miei occhi. Mi ricongiungo un uno dei miei due colleghi, il qualie torna oltre il locale, mentre il rimango seduto davanti ad un piccolo baracchino sulla passeggiata nascosto da una passerella e della vegetazione. Ecco che dopo interminabili attese il capo e il suo collega escono per chiudere il locale, hanno quasi finito quando il capo mette piede fuori dal marciapiede, Pantofolino si era seduto dentro l'ingresso di un albergo a fianco insieme ai clienti in vacanza, grazie ad una mia chiamata scatta all'improvviso; è alle spalle del ragazzo..."sei tu il capo vero?" - lui si gira posseduto da un brivido sconvolgente, sembra che queste semplici parole siano bastate a trafiggerlo come passato da parte a parte da una spada...la fuga è immediata, ma inutile, il colpo è mortale, Cuch, la regina di cuori stasera non è riuscita a vegliare su di te.....andiamo a dormire, siamo bravi ragazzi in fondo......si

avanti il prossimo...

Saluti si salva...in extremis.

48 ore. Una sola missione. DIFFICILE, ha scritto La Triade. Portarla a
termine. Volete continuare a vedere la luce del sole?
Uccidete.
,uccidete.
Nel frattempo, un numero indeterminato di sicari alla nostra ricerca. Un bel
"Wanted" appiccicato sulla fronte.
Primo passo. Trovato il maggior numero di informazioni possibili. Eccoci a
caccia.
La nostra prima,
giornata,
di caccia.
Non c'è traccia di Lionello. Ha orari variabili. Controlliamo tutte le sedi
possibili. Improvvisiamo della sociologia. Tentiamo con la logica.
Raccogliamo tracce. Niente.
Fa quasi buio. Ore 21,30. Esce di casa, sì, è Lui. Lionello. Sale in auto
con due amici. No, non possiamo attaccare ora, inseguiamolo. Perse le
tracce. Non ci voleva. No, cazzo.
Controlliamo tutte le sedi possibili. Improvvisiamo della sociologia.
Tentiamo con la logica. Raccogliamo tracce.
Buio pesto. Ore 23.30. Sì. Tornerà a casa.
Colte nel momento peggiore, quasi disarmate, ecco fiondarsi contro di noi,
un'auto. Lionello. Armato. Schiviamo i colpi-l'auto scompare-l'auto
torna-schiviamo i colpi-schiva i colpi. È un faccia a faccia. Lionello non
c'è più-Lionello è tornato. E Gibbuti si nasconde. Saluti attacca. Lionello
indietreggia verso E Gibbuti. La scopre. È un faccia a faccia. L'arma non
era stata caricata come si doveva. E Gibbuti muore.
E Gibbuti muore. Per sempre. Non c'è tempo per piangere.
Ma deve esserci un Qualcosa, e quel Qualcosa ha fatto sì che le armi di
Lionello e di Saluti finissero rispettivamente i proiettili nello stesso
momento. Disarmati. Stesso momento. Cazzo.
Nessuna ferita. È duello. Domani. Domani, non ci sarà tregua.
Nessuna traccia di chi ha accettato la nostra taglia. Evidentemente, ci sarà
miglior ricompensa altrove.
Secondo giorno.
Tutto è nelle mani della notte. Dell'oscurità. Delle tenebre. E se Saluti
intende salvarsi le penne, tocca che si dia da fare.
Lionello sarà al Perbacco stasera. Ho 2 ore. Ho 120 minuti. E nemmeno un
secondo da perdere.
Nessuna traccia di chi ha accettato la nostra taglia. Evidentemente, avranno
obiettivi più succulenti.
Un solo proiettile. Non sono riuscita ad ottenere altro quest'oggi.
Un solo proiettile.
Vado.
Arrivo prima di lui, mi apposto. Lo spio da tutte le angolazioni
possibili-prevedo le sue mosse-si guarda intorno-attende le mie mosse.
Lo vedo accarezzarsi la tasca. Di continuo. L'arma è lì. È armato. Mi
aspetta. Sa che arriverò da un momento all'altro. Sarà dura.
Ma una cosa non la sa. Non sa che io sono già lì. Dietro di lui, dietro un
cespuglio. Non sa che appena partirà la musica, io mi lancerò in mezzo alla
siepe, e da lì, cadrò esattamente su di lui. E lui sarà probabilemtne
distratto.
Parte il karaoke.
No, non lo è. La mano continua ad accarezzare la tasca. Vedo le sue orecchie
tendersi-il collo che si contrae-la testa sta per girarsi-l'arma è sotto il
tavolo. Mi vedrà. Non ho tempo per prepararmi all'attacco. Attacco.
Sbaglia mira.
È morto.
Sì.
Il mio colpo l'ha preso in pieno.
In piena fronte.
Nel bel mezzo della fronte.
Vedo un rivolo di sangue.
La pendenza lo porta in mezzo a quei bulbi oculari.
Non posso nemmeno godermi la scena,
che mi tocca dileguarmi.
nell'ombra.
Ho qui l'immagine, sì, di quei bulbi oculari.
Spenti una volta per tutte.

Le due spie...

Le due spie avevano una missione difficile... rimanere vive e cercare un obbiettivo sfuggente... tutto questo per dimostrare la loro fedeltà.
Le due spie hanno dato anima e cuore per dimostrare di potercela fare... una di loro ha dato anche la vita.
Le due spie sono state decimate.
Le due spie forse erano una... quella che ora non canterà più nelle orecchie di Frank il Lacrimoso.
Potrebbe essere che la soffiata che abbiamo avuto si riferisse soltanto ad una di loro.
La Triade terrà d'occhio quella rimasta, ma per il valore dimostrato è giusto rimetterla in circolazione.

mercoledì 25 giugno 2008

Il capo è sempre il capo

Se vuoi un lavoro pulito devi fartelo da solo. Gli uomini d'onore come me lo sanno bene, ma dopo anni di vita da strada si tende ad allontanarsi dall'azione e lasciare largo ai giovani rampanti pieni di voglia di fare carriera, tanto entusiasmo poca esperienza . Uccidono una mezza sega e si sentono il nuovo Al Capone, girano con la sigaretta sempre accesa a penzoloni dalla bocca, tirano in aria la coca come fossero coriandoli, spendono grandi somme in vestiti e massacrano di botte il primo coglione che gli pesta un piede, ma la cosa più pericolosa è lo sguardo di superiorità quando vengono dal capo ancora con le mani sporche di sangue esagerando nel raccontare azioni degne di Charles Bronson, con macchine in fiamme , teste che scoppiano e fughe in macchina alla Hazzard.
Ogni tanto bisogna ristabilire le gerarchie, mostrargli il figlio di puttana che c'è in te e le superiore doti da sicario, raffinati da anni di pallottole e fiumi di sangue.
La pianificazione è la fase più importante del lavoro del sicario, ancora di più del cuore di pietra. Una piccola dimenticanza o sbavatura ed il gioco è finito. Ieri verso le 22 ho fatto un breve appostamento, giusto per capire le abitudini di Acca: che macchina ha, se è puntuale al lavoro, se gira sola e dove parcheggia quando torna a casa. Avrei potuto stenderla subito, ma non è il mio modo di agire, troppe persone in giro e Riccione di sera è troppo caotica. Uccidere è facile, fare un lavoro pulito è arte.
Oggi era il giorno. Il suo ultimo giorno. Vado al bar a prendere un amaro forte e deciso. Sono in anticipo. Mi apposto in macchina e aspetto che Acca ritorni a casa. Eccola arrivare. Puntuale, come previsto. Scende dalla macchina. Estraggo lo strumento. Un colpo secco alla schiena. Fine della storia. Nessuno mi ha visto.
Il re di picche è mio.

Pinza, capo della Mano di Dio

Papera Assassina non si arrende!

Papera Assassina ha colpito, la sua sete di sangue è stata saziata, dopo lunghi appostamenti finalmente è arrivata ad assaporare il sapore del sangue, e adesso è diventata una papera famelica bramosa di altre prede.

I primi appostamenti sotto casa di otacon87 sono risultati vani, la vittima aveva dichiarato di lavorare dalle 8.30 del mattino a san marino, in una via ambigua, non riconosciuta dalle mappe michelin.
finalmente, dopo lunghi tentativi di ricerca dello stradario di san marino, Papera Assassina è venuta a scoprire che la via del lavoro esisteva in due frazioni di san marino, una a Dogana e una Domagnano.
Inutile andare a lavoro quindi. ieri sera Papera Assassina si presenta al pub Dylan dog di Miramare.
il posto è un interessante connubio di zombi e morti appiccicati ai muri, in perfetta sintonia con la sete di sangue di Papera Assassina, che brama dal desiderio di uccidere.
Papera però non sopporta la sporcizia, e il pub in questione è a dir poco putrido e lurido: il bagno è sporco da alemeno il giorno prima,(si direbbe per lo più mesi dallo strato di detriti marroni incastonati nel wc...) il lavandino non eroga acqua, i tavoli sono appiccicosi, le ascelle della cameriera odorano pesantemente di cipolla andata a male...
Papera ordina un panino, perchè è a digiuno a causa degli appostamenti sotto casa di Otacon all'ora di cena.
Maledetto Otacon, mi mandi in questo lurido posto lercio, ma ti costerà cara!
A mezzanotte Papera Assassina rinuncia, lo cerca su skype, lo trova, ma il contatto è spento.
Papera Assassina passa una notte tormentata, insonne, porta in casa i suoi cani e parla con loro, la notte porta consiglio (pure i cani!)...
La mattina dopo di buon ora si alza e si apposta sotto casa.
Otacon, che tu sia Ri-maledetto un'altra volta! mi costringi ad alzarmi presto!
A detta delle informazioni di Papera Assassina, Otacon inizia a lavorare alle 8,30, quindi alle 7,30 Papera Assassina è sotto casa.
La casa ha due uscite, quale sarà quella giusta?
Papera pazienta mezz'ora, saziando la sua sete di sangue uccidendo le zanzare che si posano sulla sua pelle profumata e invitante.
Arrivano due imbianchini, che notano la bellezza disarmante di Papera Assassina e cominciano ad attaccar bottone.
Ed è qui che Papera Assassina, usa le sue armi micidiali: due grandi occhioni azzurri, incastonati come pietre preziose in un viso d'angelo!
Tra il più e il meno comincia a far parlare i due imbianchini, li imbambola di balle, ed estorce importanti informazioni.
Adesso Papera Assassina conosce la macchina di Otacon, e l'imbianchino giura di vederlo uscire non prima delle otto e mezza.
Nella macchina c'è l'arma di Otacon, bene bene, è disarmato! ah, che grave errore caro mio!

se non fosse stato per l'imbianchino, Papera Assassina avrebbe perso la sua vittima, convinta delle false informazioni che dichiaravano la presa di servizio alle otto e mezza a san marino, e invece, aspettando ancora mezz'ora, ecco scendere Otacon, che ignaro del suo destino, cammina sul vialetto in direzione della macchina...
Papera Assassina lo affianca, lo chiama per nome, Otacon non fa in tempo a reagire che è già morto.
Esanime riesce solo a pronunciare un :-lo sapevo...-
l'otto di quadri è carne morta.
Non fidarti mai dell'imbianchino sotto casa!
Papera Assassina, si liscia le piume, risbatte gli occhioni ai due imbianchini increduli e straniti e torna a casa.

Il predatore contro Browning

Sono stanco. Trentasei ore che non vedo un letto, e l’adrenalina che scivola via con il sudore, metodica come un rubinetto rotto. Coperture, appostamenti, inseguimenti, accompagnati solo da alcool e sigarette. E poi i caffè. Scendono a decine diretti nello stomaco, come lava fusa che incendia quel poco che è rimasto di vivo di me stesso. Per pochi minuti sono la cosa migliore che possa capitare nella vita, meglio di un 6 al superenalotto, o del bacio di una miss. Dopo un po’, però, cominci a subirne le conseguenze. Palpitazioni, tensioni, le mani che tremano come foglie stuprate dal vento nei primi freddi di novembre. La lucidità e l’energia arrivano sempre con più ritardo, e se ne vanno via troppo presto. E’ inutile inseguirle, si perdono all’improvviso e ti lasciano solo un bagliore che fugge lontano, impossibile da raggiungere con questa spossatezza nelle membra.
Il dannato sole di questa città getta coltelli negli occhi. E’ poderoso ed ustionante come una stella esplosa, e copre l’orizzonte con la sua cappa insopportabile, facendo sprizzare l’asfalto stesso di sudore, e sollevando un odore tipico. Tutte le città ne hanno uno. E’ un misto di disperazione, odio, morte e pezzi di pelle. Sono i passi stanchi di chi torna a casa dopo 12 ore di lavoro, le impronte di scarpe firmate costate come tanti stipendi, orme di piedi che hanno ballato troppo poco o male. Il sole di questa città annulla tutte le differenze, ci colpisce allo stesso modo e ci fa sudare allo stesso modo.
La maggior parte della gente ama giornate come queste, e si diverte non so come andando ad arrostirsi come un pollo allo spiedo sulla spiaggia. Per quanto mi riguarda, l’unica voglia che mi trasmette questo sole è quella di passare da un bar all’altro, da una trincea all’altra. Nei bar puoi trovare di tutto, spiccioli di umanità e relitti della stessa. Sono posti in cui puoi perderti. Davanti ad una birra o dietro al bancone si può aspettare che arrivi l’ispirazione giusta per tornarsene a dormire. O per colpire. La birra ormai è calda, senza schiuma, anche lei sembra aver la perso la voglia di vivere in mezzo all’apatia di questo lunedì pomeriggio. Con un sorso finisco di bere ed esco per strada, lasciandomi alle spalle il piccolo bar della stazione ferroviaria, ma non perdo il vizio di guardare le persone intorno a me. Cerco di immaginare cosa stiano pensando, dove stiano andando, che lavoro facciano o se abbiano una famiglia. Ma non sempre ci riesco. Talvolta la mia mente è soppressa da un buco nero che si porta via tutti i pensieri. Questa è una di quelle volte, forse perché il tempo è giunto.
So già tutto quello che devo sapere, ed ho visto tutto ciò che dovevo vedere. Dall’altra parte della strada il mio obbiettivo sta finendo di lavorare, incurante ci quello che tra non molto le capiterà. So che il mio capo è già posizionato nei pressi dell’entrata principale, ed ha lasciato a me il compito di sorvegliare l’eventuale uscita posteriore. Tranquillamente afferro la mia valigia, e mi porto in un angolo riparato. All’ombra comincio a smontare a mia arma, pulendola con un panno appena umido. Godo al contatto freddo e rassicurante tra lei ed i miei polpastrelli. Con lei in mano potrei andare ovunque e sfidare la Morte stessa. Conosco un modo per vincere la Morte. Chiudere gli occhi e pensare. A qualunque cosa. Un treno all’orizzonte, una lama nel vento, un chiodo nella carne, un coniglio con in mano un orologio, bottiglie vuote, bandiere senza vento. Il segreto è pensare senza organizzare la mente. Pensare di non morire. E non morire, fino a quando c’è un lavoro da portare a termine.
E’ un attimo. Il capo mi rivolge un cenno con la testa, prendo la valigia e vado verso la sua direzione. La vedo uscire veloce dal suo luogo di lavoro, quasi avesse le ali ai piedi o avesse percepito l’odore della morte. Con la coda dell’occhio ne osservo i movimenti, mentre con fare disinvolto mi immetto nel mare colorato di turisti, in coda per salire su uno dei tanti autobus che li porteranno verso il mare. Verso altro sole ed una decina di malattie della pelle. E’ veloce, lo devo ammettere. Ecco come ha fatto a freddare l’altro compagno. Non faccio in tempo a gettare per terra la sigaretta che già è saltata in sella alla bicicletta, e me la ritrovo sull’altro lato della strada. Non può scappare. Non deve scappare. Un messaggio nel cervello mi urla di correre. Inseguila. Il buonsenso mi intima di stare fermo. Troppo rischioso. Troppi testimoni. Non puoi abbandonare il capo da solo. Do un calcio al buon senso ed inizio a correre. La stanchezza è un ricordo. Cacciata via dall’adrenalina, non è altro che un’ombra di muffa su un muro troppo vecchio.
Divoro la strada. La fortuna mi viene incontro. Al semaforo si deve fermare. Addio Browning.
Sangue sugli uomini di buona e cattiva volontà. Sangue come sole, in questa città dolente. Sento l’odore, lo respiro con la bocca aperta, come un predatore della savana.
E mi piace.

Creep- La Mano di Dio

martedì 24 giugno 2008

Browning scrive dall'oltretomba

Ancora agonizzante browning è riuscita a trascrivere queste poche parole... forse nella speranza di redenzione...

Ebbene si, Browning è caduta.
Alle 19 e 50 di questa sera, nei pressi della stazione ferroviaria.
La giornata era partita con due lunghi appostamenti, la vittima,la mia vittima non si era ancora vista.
Ma il dovere di mantenere un alibi credibile era più incombente e così sono andata a quello che la gente crede sia il mio vero lavoro.
La vita di un killer è così, con una maschera addosso per tutto il giorno e all'improvviso di nuovo sicario.
L'odore di morte di nuovo nell'aria, l'uccisione di Vito Nove Dita deve aver scaldato le anime..loro sono ancora in 3 e mi staranno addosso...
E poi, con quello che è il travestimento più semplice in assoluto, una valigia, come un viaggiatore di notte, ma non più di notte, ma sul far della sera,ecco che cado...
Inforco la mia bici, esco dall'ufficio più tardi del solito, la giornata l'ho passata squadrando facce di finti turisti.
Sono uscita già armata, guardandomi attorno, cercando tra i vari volti, inizio a preoccuparmi.. devono aver sentito l'odore della paura.
Parto velocemente, inforco la bici e vado verso a casa, quando un viaggiatore molla una valigia all'amico e, troppo tardi, il rumore dei passi vicini e un colpo secco alla schiena.
Cade il tre di quadri sull'asflato ancora caldo, di questa giornata densa di appostamenti.
Ho ucciso ieri e oggi è toccato a me, ho segnato una tacca per Rancore, spero non se ne dimentichi.
Suerte
Browning

Un lungo cappotto di legno per Mokee

Il gallo ha cantato due volte questa mattina: 6.30, il killer regala il suo primo sinistro sguardo alla foto della vittima stampata su carta Kodak. Prospettiva di un delitto, istantanea di un sorriso. Senza repliche.
Il Killer si prepara al peccato, all’infrazione del comandamento, alla privazione del respiro di una giovane donna, vestendosi di bianco, impreziosendo il suo passo con eleganti mocassini di pelle Tod’s: indossa un’eleganza silenziosa, risultando del tutto avulso da ogni sospetto. Oggi, 24 giugno 2008, Mokee è la malcapitata di un destino torrido.
Frax80 esce di casa alle 7, decide di cavalcare la sua Vespa per garantire al suo piano maggior agilità: la dinamica di un delitto merita frammenti di immediatezza.
Non sono tanti i km che dividono la dimora natia del killer dall’attico della sfortunata: ci vogliono 5 minuti esatti per raggiungerlo.
Alle 7.15 via Brenta è silente, ogni tanto qualche turista mattiniero esce dall’hotel Marinella o dall’albergo Sorci per scoprire il mare: il killer è attento, dalle lenti fumè osserva posture, andature, sguardi, ogni rumore lo insospettisce, quasi lo stuzzica.
Si guarda le spalle, talvolta nervoso, ma fedele alla sua indole fredda, impenetrabile, ripensa al nome della vittima, al contronome della sua imminente sfortuna, apparentemente insignificante, ma sinonimo di fine, contrario di incipit di una brillante esistenza.
Per il killer non esiste prassi, questo appuntamento rappresenta l’esperienza sensoriale scandita dai minuti che passano, naturalmente senza sosta. Mokee va al lavoro alle 8.30, ogni giorno, ma quando uscirà di casa per andare in ufficio?
Forse sta consumando la sua ultima colazione, chissà quali sono i suoi gusti, berrà tè o caffè?
Il killer passeggia nella via, rivolgendo continuamente lo sguardo al terrazzo che si affaccia sulla strada: la tapparella è alzata, il nuovo giorno è entrato nella casa di Mokee.
Qualche minuto dopo arriva colei che dovrà curare la ripresa dell’omicidio: caschetto biondo rinnovato da poco e con un sorriso che preannuncia un successo.
Il killer e la reporter dialogano sommariamente, si chiedono come mai la vittima non esca di casa… forse li ha fregati non cosciente di eludere la morte, forse esiste un’uscita secondaria che si affaccia in una via che la sera prima il killer non aveva notato.
Impossibile, da freddo calcolatore qual è il killer la notte precedente ha memorizzato perfettamente il luogo del delitto: nella sua mente le vie sono capillari di asfalto al cuore della vittima.
Frax80 si muove con invidiabile discrezione e morbidezza, la reporter lo segue controllando lo stato di carica della telecamera: sono le 8.10.
La scelta è obbligata: rimandare a domani e attendere lentamente la sconfitta, oppure attuare un piano per salvare l’affare,il bottino, la propria pelle.
È’ ora di colpire nella carne, è ora che il killer doni oggettività alla sua ferocia.
Decide di suonare il campanello… Dlin Dlon…
Una ragazza si affaccia dal terrazzo, “chi è”??..... il killer è certo che sia lei, la foto è carta carbone di questa realtà.
“C’è da firmare un telegramma”, esorta il killer.
“Scendo subito”, replica la vittima.
1..2..3..5..6.. bastano 6 secondi per impugnare l’arma, tenuta argutamente nascosta sotto la giacca per questa attesa…
La reporter riprende la dinamica….
Mokee annuncia il suo viso al killer che la fredda immediatamente: il telegramma annuncia la morte.
I petali del 4 di fiori iniziano a piovere: appassimento di vigore.
Il killer li raccoglie a bottino di un’azione andata a buon fine.
Alle 8.25 è tutto concluso, il killer deve tornare nell’ombra della sua individualità nessuno deve trovarlo.
Nessuno deve intuire il suo battito.
Tutto è stato perfettamente documentato.

Rimini, Via Brenta
Ore 8.25
Frax80

Abatecruento colpisce!

Io nella vita le ho viste tutte, ma quando vedo Abatecruento sento sempre un
brivido scendermi giù lungo la spina dorsale.
C'è chi uccide per rancore, chi perchè è un pazzo sanguinario, chi per
soldi. Abatecruento è semplicemente il destino incarnato.
Studia la vittima per giorni, arriva a conoscere tutto di lui, dei suoi
famigliari, dei suoi amici, dei suoi vicini di casa. Arriva a prevedere ogni
sua mossa come se la conoscesse da sempre. E a quel punto compare nella sua
vita, come un lampo.
Una volta gli chiesi chi glielo facesse fare di perdere tutto quel tempo:
hai un obiettivo, è carne morta che cammina, vai lì e sparagli. Un semplice
lavoro da operaio.
Ma tu Nutless, mi disse, non leggi mai un libro? Effettivamente non è il mio
genere di passatempo. Vedi, ammazzare qualcuno senza sapere quello che stai
facendo è uno spreco. Uno spreco totale. Lo spreco è peccato.
Tu sei colui che sta scrivendo il finale di una storia, e solo conoscendone
tutta la trama puoi creare l'epilogo giusto. Non deve stonare con quello che
è successo prima e con ciò che succederà dopo. Sii artista. Non si ammazza
nemmeno un pollo se non sai come sa correre in un prato. Ricordalo, o ne
pagherai le conseguenze.
Beh, da quando è scoppiata la guerra in città e tutti hanno iniziato a
spararsi per strada io mi sono fatto silenziosamente da parte, al diavolo
tutti. Abatecruento ha impugnato la sua arma ed è sparito nell'ombra. E di
lui si sentono solo gli spari.
Questa sera si è appostato nei pressi del rifugio di Voncarstein, una
giovane promessa del crimine. Nel buio della sua auto Abatecruento ha
assaporato un arancino, ha lentamente sgranato un rosario, ha bevuto la sua
birra tiepida. Poi, appena il tempo di asciugarsi le labbra con un
fazzoletto di seta, ed ecco il poveretto arrivare a bordo del suo motorino
ed aprire la porta automatica del garage.
Voncarstein è entrato rapido, sentiva che qualcosa non andava, e il suo
fiuto non lo tradiva. Parcheggia felino, si sfila il casco ma, neanche il
tempo di scendere dal motorino che alle sue spalle si è materializzato
Abatecruento, arma puntata alla nuca.
E l'assassino, come sempre, sapeva quale sarebbe stata la reazione della
vittima voltandosi. Nessun tentativo di fuga, di corruzione o implorazione.
Un solo "no!".... Graziato con il tempo necessario di ripensare ai peccati
commessi. Pace all'anima sua.

E un sette di cuori è caduto sul sangue sparso nel pavimento.

Che dire, secondo me per Abate la parte più difficile di questa missione è
stata trovare il parcheggio.
Avanti Triade, potete divertirvi con questo sicario tra le mani.
Per quanto mi riguarda non voglio saperne più niente. Io sparisco.
Nutless

lunedì 23 giugno 2008

Wanted!

Due spie del Lacrimoso stanno ficcando il naso negli affari della Triade; questo è inaccettabile!

Per ordine del Boss da ora pende una taglia sulla loro testa.

Chiunque voglia compiacere la Triade ed eliminare dalla circolazione i due ficcanaso potrà aggiungere un nuovo trofeo alla sua collezione.

Contattate via mail La Triade per ottenere i dati dei condannati a morte…
Non abbiate pietà…

L'eliminazione di questi obiettivi non sostituisce l'obbligo di eliminare il proprio bersaglio primario entro 5 giorni e conterà solo se le spie vengono eliminate entro mercoledì a mezzanotte.

I marlboro club colpiscono ancora!

Il piano è pronto, la tattica provata e riprovata fino a raggiungere una concordata perfezione. Il momento è giunto, e ora non possiamo tirarci indietro. Il sole è allo zenit, arroventa le nostre anime glaciali, pronte a chiudere la bocca ad un altro nemico. No, non un semplice nemico. Un capo-banda è quello a cui puntiamo: taglia la testa, ed il corpo cadrà a terra esanime. Agiamo in terna. Il nostro capo vuole una prova della nostra lealtà e della nostra freddezza, e noi gliela daremo. Per questo il ragazzo è con noi, il più giovane della banda, il più inesperto. Un complice insospettabile, un volto qualunque. Siamo pronti ad agire. Ci sediamo al Cafè giusto di fronte al posto di lavoro nemico. Il capo è là dentro, questo è certo, ma va identificato quanto meglio possibile. Sarò io a mostrarmi, il mio volto non sarà quello di un completo sconosciuto quando le mie pallottole gli toglieranno la vita. Questo non è altro che una tacita promessa di morte. Entro nella banca, mi mostro cordiale, pacato, mi confondo con la folla di persone che attendono, mi mischio con la massa. Per un momento i nostri occhi si incrociano. Posso leggere un lampo di dubbio nel suo sguardo, ma in breve tutto torna alla normalità. L'identikit è completato, si passa alla seconda fase. Riporto quanto annotato ai miei compagni, ed è ora di prendere posto. La sinfonia sta per cominciare.
C'è un uscita secondaria che da su un vicolo oscuro: è lì che il mio compagno si apposta. Si cela nelle ombre, si fonde con l'oscurità, attende paziente che la sua vittima si mostri. Io e il nostro complice sediamo al bar, chiacchieriamo, siamo dei normalissimi avventori. Poi ha inizio la ballata. Un uomo con fare sospetto esce dall'uscita principale del locale, si guarda intorno, probabilmente ha notato la presenza del mio compagno. Attende sull'uscio, e poco dopo il capobanda in persona si fa avanti. Un breve scambio di battute con l'uomo, e sul suo volto si dipinge una maschera di terrore. Una mano fruga nascosta in una borsa e ne esce armata. Vuole eliminarlo, non posso indugiare oltre. Si avvia con passo deciso nel vialetto, le tenebre la avvolgono. Io e il ragazzo scattiamo in piedi. Estrae la telecamera, ci dirigiamo a passo spedito nel vicolo. La donna è a pochi passi dal mio confratello, sta per colpirlo, un'atmosfera di ghiaccio pervade l'ambiente. Poi tutto in un lampo. L'eco impietosa del colpo tra i muri delle case, un ghigno selvaggio sui nostri volti. E' finita.....La sua vita, racchiusa in un dieci di cuori, la abbandona, e cade nelle nostre mani. E così come il suo corpo si stende sul selciato, la sua banda si sfalda. La nostra storia ha inizio. Ha inizio la nostra supremazia.

Marlboro club

Missione speciale completata

La mano di Dio si è rivelata all'altezza... rapida e decisa... Certo ha perso un uomo nel frattempo ma ha completato la missione e ha recuperato il numero telefonico dell'informatore che ci potrà dare informazioni su Abril.

Imparate, sicari, imparate la velocità e la discrezione che è tutto in questo mestiere.
Ora qualche membro della Triade contatterà "Gola Profonda" forse ci sarà una nuova missione che vi attende tra qualche giorno.

Vivete nell'ombra.
La Triade

Ecco il resoconto della missione.

Quando il dovere chiama... la Mano di Dio risponde! Appena ricevuta la comunicazione il capobanda Pinza ha messo ha disposizione ogni risorsa disponibile per non vanificare gli sforzi del nostro uomo sotto copertura e soddisfare il Boss...e ha mandato il suo uomo migliore, Vito Nove Dita per risolvere il più velocemente possibile la situazione. Grazie al suo infallibile intuito, l’uomo che non sa cosa cosa significa fallire ha prontamente decifrato il messaggio criptato e si è recato verso le 2 di notte alla stazione di Riccione, senza fare domande e senza risparmiare energie per il ritorno. Il messaggio criptato indicava la posizione dell’indizio : binario due sulla seconda colonna a sinistra lato mare. Una volta recatosi sul posto, Vito Nove Dita vedendo confermate le sue previsioni sulla posizione dell’indizio, accenna un sorriso, trascrive il messaggio e si dilegua nel buio della notte sapendo di non aver fallito...ancora una volta!
Grazie ad una catena di pizzini il messaggio arriva nelle mani del capobanda Pinza, che non si fida della tecnologia e preferisce i vecchi metodi che non l’hanno mai tradito in passato. Questa volta però i cari vecchi metodi non gli saranno di aiuto... l’indizio trovato in stazione non indicava altro che il titolo di un libro “Storia delle dottrine politiche 4, pagina 423, catalogo autori Mafia e Potere” e il codice di catalogo. Il problema era capire dove fosse costudito il libro, Internet era la soluzione: inserendo il codice la posizione del libro risultò essere la biblioteca di Rimini, non restava che aspettare lunedì per l’apertura al pubblico.
Altro problema: a chi affidare la missione? Vito Nove Dita non risponde più ai contatti, sembra essersi dileguato nell’ombra subito dopo la sua prima missione, deve essergli successo qualcosa.... Pinza captava qualcosa nell’aria, odore di morte, e il suo olfatto riconosce bene questo odore, e anche la morte... al che decide di non intervenire in prima persona, troppo pericoloso esporsi. Era un lavoro per Creep, un’altro dei suoi “bravi” ragazzi. Pinza gli affidò la missione ad una condizione: doveva essere rapido ed invisibile, la vita di Abril, la figlia del Boss Eduardo, dipendeva da questo, ma soprattutto, per quanto importante possa essere la vita di quella ragazzina, dovevamo soddisfare il nostro Boss.
Creep è un cavallo pazzo, quando gli arrivò la chiamata di Pinza verso le 6 di mattina era ancora sveglio dalla notte precedente, ma nonostante i fumi dell’alcool gli annebbiassero la mente, le parole del suo capo gli restituirono istantaneamente la lucidità perduta e si mise subito al lavoro.
Arrivò in biblioteca verso le 7 di mattina, conosceva bene il posto poichè lo utilizzò in passato per uno dei suoi “lavoretti”, non di certo perchè gli piace farsi una cultura. Il luogo a quell’ora risulta inaccessibile per tutti, tranne che per le donne delle pulizie. Donne. Donne e Creep. Un’associazione pericolosa, soprattutto per le donne e per i loro cuori. Utilizzando il suo fascino e le doti da seduttore d’altri tempi, oltre che ad una mazzetta da 50 euro per una di esse immune al suo fascino, Creep riesce ad entrare in biblioteca, recupera il libro e le vitali informazioni contenute al suo interno. Si accende una sigaretta, scola in un solo colpo la fiaschetta di whiskey che porta sempre con se, e torna dal capo Pinza, il quale dopo aver ricompensato a dovere il ragazzo, fornisce le informazioni alla Triade.
Missione compiuta.

La Spada si difende ed elimina!!!

Domenica 22 giugno, primo pomeriggio.



Poche parole, lapidarie: "Spada è morto".

E' il nostro lavoro; sappiamo di camminare sul filo del rasoio, che uscire
dall'ombra può negarci per sempre la luce, che ogni commiato può essere un
addio. Siamo pronti a tutto. Ma non a credere che uno come Spada si sia
fatto uccidere facilmente. E' scaltro e non si fa mai cogliere impreparato,
non è un caso che la banda porti il suo nome. Dobbiamo saperne di più.

Poche telefonate, dissonanti: "un solo colpo, fra gli occhi"; "non c'è

traccia del suo corpo"; "questi, capo, sono dei professionisti";
"un
informatore giura di averlo visto bere una birra al baretto poco fa"; "è
steso a terra, ha ancora in mano la sigaretta".

In qualche decina di minuti ogni emozione ci travolge: annichilimento,
rancore, speranza, gioia; di nuovo annichilimento.

Poi, una chiamata: "ci vuole ben altro per farmi secco". E' lui, è Spada.

Lo sapevamo, lo abbiamo sempre saputo. Spada è furbo; chi lo braccava gli ha
sparato un solo colpo, con troppa sufficienza, e lo ha solo sfiorato. Lui si
è finto morto. E noi ora conosciamo il volto di chi ci insegue.



Domenica 22 giugno, ore 20.30.



Laspada si riunisce per guardare Spagna-Italia. Siamo io, Spada e Tommino.
Sylar ci raggiungerà solo più tardi, trattenuto da un' improrogabile
riunione di famiglia.

I tempi regolamentari si concludono con uno sterile 0-0. Decidiamo di uscire
dalle mura del centro giovani che ci ospita per fumare una sigaretta e
alleggerire la tensione, dettata non dalla partita ma dal timore per le
nostre vite. Per tutti i novanta minuti abbiamo impugnato le nostre armi.

Ci rilassiamo, ma è questione di un attimo: nel vialetto di accesso che
porta al cancello del giardino in cui ci troviamo, due sagome passano
sfuggenti; le noto anche io, ma è Spada a darmi la conferma.

Sono loro. Sono due donne. E si sono accorte che le abbiamo viste.

La partita ci interessa, certo. Ma la vita ci preme di più. A turni facciamo
caute ronde spingendoci oltre l'alta recinzione che ci protegge; un parco
sterminato ci si staglia davanti, reso oscuro da una notte senza luna. Il
luogo ideale per un agguato. Delle inseguitrici più nessuna traccia, ma
sappiamo che ci osservano. Ed è ancora Spada che le scorge mimetizzate in
una siepe, dalla parte opposta a dove le avevamo avvistate. Sono
abili,vogliono prenderci alla spalle. Ma hanno commesso un errore: hanno
solo una via di fuga, di fronte a loro. Alle spalle e ai lati cancellate
invalicabili e fossi. Probabilmente si sono accorte che le abbiamo viste e
stanno meditando su come agire. Probabilmente ora hanno più paura di noi.
Spada e Tommino restano dove sono, 30 metri davanti alle sicarie che
vogliono farci la pellaccia. Io, fidandomi ciecamente dei miei scagnozzi,
torno dentro a vedere i rigori. Finiti.

L'Italia è eliminata e noi non vogliamo seguirne la sorte.

Raggiungo i miei compagni; siamo tre contro due, ma non vogliamo agire in
maniera precipitosa. Loro sono ancora bloccate e devono giocoforza venirci
incontro. Aspettiamo un loro sbaglio.

Eccole, escono allo scoperto e ci vengono incontro, non possono fare nient'altro.

E' la resa dei conti. Ma la mia arma e quella di Spada si inceppano,
dobbiamo fuggire e metterci al sicuro mentre le revisioniamo. Tommino ci
segue. Loro ci inseguono ma a questo punto capiamo chiaramente che la
presenza di Spada, da loro creduto morto, le ha mandate nel pallone. Si
fermano fuori del cancello e riordinano le idee.

Questo è il momento: rimesse a punto le nostre armi, andiamo loro incontro.

Noi. Loro. La cancellata a dividerci.

Sparo un colpo diretto al cuore di una mia inseguitrice, sono certo di
averla colpita ma lei non da segni di cedimento: l'inferriata aveva
miracolosamente deviato il mio proiettile. Sono ancora disorientate dalla
presenza di Spada, sono vulnerabili, ci lanciamo nell'inseguimento. E loro
nella fuga. Spariscono nell'ombra.

Rimaniamo qualche minuto sulla strada, dove le abbiamo viste fuggire. Nessun
segnale, svanite. Sta sfumando la possibilità di tornare, almeno per
stanotte, a casa tranquilli. Quand'ecco che un' enorme auto nera si
materializza venti metri davanti a noi e ci si fa incontro a gran velocità.
Rieccole.

Dobbiamo fuggire, in quelle condizioni sono troppo avvantaggiate. Spada e
Tommino si dirigono alla nostra sinistra, io a destra. Inseguono me, hanno
capito che sono il capo e che farmi fuori vorrebbe dire liberarsi anche
degli altri. Credevo ci fossero vie di fuga, ma mi sbagliavo. Sono all'angolo
e l'auto delle sicarie è a pochi secondi da me.Una cancellata di due metri e
mezzo mi sbarra la strada: sono bloccato, sono finito. La scarica di
adrenalina di chi sente la morte vicina mi offre un insperato aiuto: getto
al di là dell'ostacolo la mia arma e me stesso nella scalata. Ce la faccio,
sono in cima, ma loro sono dietro di me; non ho tempo di pensare all'atterraggio,
mi getto. Ancora in volo sento esplodere una raffica di proiettili, stavolta
non ho scampo, verrò ucciso a mezz'aria. Invece atterro incolume. Quella
stessa cancellata che prima mi aveva impedito di uccidere una di loro adesso
mi aveva salvato la vita. Tentano un'ultima raffica, ma ormai sono fuori
tiro. Si distraggono, hanno perso il capo. Si distraggono troppo perché
dimenticano i suoi alleati.

Spada e Tommino compaiono ai fianchi della loro auto e le crivellano di
colpi. Sono morte.

Per stavolta siamo salvi, oggi è tempo di dedicarci ai nostri obiettivi,
Rancore ci ha concesso solo altri 3 giorni. Se non li raggiungiamo, quello
che abbiamo fatto servirà solo ad allungarci la vita di 36 miserabili ore.





Roccia, capobanda de "Laspada"

Browning si difende e Vito Nove Dita cade

Alle 20:00 di oggi nei pressi dell'arco d'augusto, ho ucciso il mio assassino.
La giornata era torrida e afosa, di quelle che hanno una calma strana..la via deserta.
Sulla strada era apparso uno strano segno, un avvertimento della banda del Lacrimoso, è ovvio.
Gli spostamenti sono sempre stati veloci e io, sempre all'erta, il nemico, una banda sulle mie tracce.
Poi...poco prima delle 20 di questa sera, mentre esco da casa, con il colpo in canna già pronto, ecco che si avvicina una macchina, un commando nemico.
Lui il 10 di cuori, con il suo fido amico nel sedile accanto colpisce, io rispondo al fuoco ma nè i miei nè i suoi colpi sono andati a segno.
Salgo in macchina e lo vedo appostato in fondo la via, si nasconde, giro la macchina.
Non so ancora se lo seguirò o andrò a cercare la mia vittima, ma poi.. al diavolo! la terra ha voglia di sangue, e questo è il mio territorio..
apposto la macchina vicino alla sua, prima o poi dovrà tornare dal suo fido amico, lasciato in macchina per l'occasione no?
mi appresto a seguirlo, si è spostato, quando lo trovo dietro a una macchina e lì sparo, senza pietà.
Lui risponde al fuoco ma ho avuto la meglio.
Per oggi è andata bene, ma un'intera banda mi insegue e domani la loro sete di vendetta sarà ancora più forte mentre la mia vittima è ancora in circolazione e non sarà facile eliminarla.
Il tempo passa...
Il Lacrimoso sarà infuoriato e il capo della banda, dopo aver compianto il suo scagnozzo, si sarà votato come mio nemico numero uno..

Un saluto dall'oltretomba di Katy Bay

La triade sara lieta di essere testè informata che la PSA ha portato a termine il suo primo incarico con precisione, rapidità e spirito di corpo...KATY BAY giace fredda sull'asfalto di via Padre Tosi 50, di fronte all'abitazione dei suoi genitori.
Dopo quasi 2 giorni di appostamenti la PSA ha capito che KATY BAY aveva tentato di fuorviare i sicari fornendo 2 indirizzi, uno di residenza ed uno di domicilio. A quel punto il boss, che guida le nostre mani spietate con piglio ed esperienza, ha mosso i suoi innumerevoli contatti ed ha immedatamente fornito informazioni attendibili su quale casa Katy Bay frequentasse abitualmente (sempre in compagnia del fratello Andrea, la sua guardia del corpo personale). La PSA ha azionato una manovra infallibile quando alle 19,45 di oggi, Domenica 22 Giugno, Russell e Dragonfly, guidati dall'impavido boss RAVEN (che invece di starsene al sicuro accompagna sempre i propri ragazzi in prima linea), hanno simulato una visita di cortesia al vicino di casa di KATY BAY, con tanto di birre e spumante da bere guardando la partita. Intrattenendosi fuori dal cancello del vicino 3/4 della PSA (nel mentre il fidatissimo Vicious approfondiva la missione speciale) ha atteso pazientemente il rientro a casa di KATY BAY e della sua guardia del corpo, freddandoli con una pioggia di fuoco che non ha lasciato superstiti ancor prima che potessero abbandonare l'autovettura. Katy Bay saluta dall'oltretomba con il suo 7 di Quadri.
Nella speranza di aver compiaciuto la triade con i nostri umili servigi, rimaniamo in attesa di una nuova missione.
Dragonfly
PSA

domenica 22 giugno 2008

I mastini colpiscono vicino alla darsena

Una sudata vittima...
Quasi non ci credo, la nostra prima vittima, la prima vittima dei Mastini...

Diario della banda 'I Mastini'

Sabato 21 giugno
Tutto è cominciato, il Capobanda ha fatto un sopralluogo sul posto: zona di Rimini vicino alla darsena...
Purtroppo non era riuscito a beccarlo anzi, è stato costretto ad andarsene per non dare troppo nell'occhio.
Però ora sapevamo dove abitava...
Il capobanda aveva notato anche strani movimenti sospetti a Rimini centro, probabilmente altri sicari: infatti una ragazza dopo averlo visto per
puro caso due volte di fila, si è messa a correre e si è rifugiata nell'ufficio postale del centro...
Il sadico capo si è appostato stando al gioco, poi ha dovuto lasciar perdere, non era lei il suo obbiettivo.

Domenica 22 giugno

Ore 11.45
Abbiamo deciso come agire, ci siamo appostati sotto casa sua sperando che la nostra vittima uscisse dalla sua dimora...
ore 12.15
Mezz'ora di attesa: nulla.
Eravamo troppo visibili.
Notiamo una piccola pizzeria nei paraggi, decidiamo di aspettare li e intanto ristorarci dal caldo di quella afosa giornata
La visuale era perfetta, avevamo praticamente di fronte a noi l'entrata dell'abitazione della nostra vittima.
ore 12.30
Prendiamo un paio di pizze...buone
ore 13.00
Vediamo che dalla porta esce un ragazzo, ma non è lui, è troppo magro rispetto a come l'avevamo visto in foto...
Subito dopo però, da dietro la porta, spunta un volto, un pò paffuto, sì, è proprio lui.
La porta si chiude.
Poco dopo dal garage dell'abitazione esce una moto... con lui a bordo... l'avevamo perso, era riuscito a fuggire.
ore 13.15
Decidiamo di aspettare che ritorni, anche a costo di stare li fino a sera, quindi aspettiamo in automobile con in mano le armi...
Il caldo e la tensione cominciavano a farsi sentire.
ore 13.23
Vediamo una moto, con a bordo due individui, che si avvicina all'abitazione, forse è lui... ci avviciniamo con l'auto...il capo sussulta...sotto il
casco si nascondeva la nostra vittima, ma ormai è troppo tardi l'avevamo passata...sotto il casco gli occhi sbarrati della nostra vittima, forse
aveva capito...
Facciamo manovra in un'altra via, ripassiamo, questa volta piu decisi...e qui...lo scontro...
Lui questa volta era preparato, c'è stato un aperto scontro, il capo si è riparato grazie alla portiera dell'auto, la vittima ha fatto il giro dell'auto ma, lo scagnozzo dei Mastini si è fatto valere,
la vittima si era nascosta dietro un'automobile ma il getto avversario ha avuto la meglio...
Prendiamo la nostra carta: Asso di Picche... non male!

Battesimo di sangue

..è cambiato tutto, è cambiato il modo di vedere le cose, di guardarsi intorno, ogni viso, anche il più discreto, potrebbe essere quello di chi non perdona, potrebbero contenere gli occhi che vedrai per l'ultima volta prima di morire.
Il Marlboro club però non è abituato a temporeggiare, ha fame di vittime, vuole far vedere quanto vale a chi ci osserva dall'ombra.
é passata solo una notte dall'inizio della caccia, ma è gia troppo...dopo una breve discussione telefonica si decide su chi far cadere la mannaia, ma alcune indecisioni poco professionali impediscono di trovare un accordo univoco e decidere a chi delegare lo sporco compito. Esco tardi dal luogo in cui ero impegnato per motivi personali e mi accorgo che lo sfortunato termina di lavorare proprio ora...perche non fare un salto? può servire anche solo per sapere dove scovarlo più avanti...è quasi sera, la luce bassa del tramonto colora le case del centro storico, lascio il mezzo e comincio a camminare disinvolto verso la piazza. Non ricordo il numero civico del luogo di lavoro del nemico Corleonese, ma con un po di insistenza sono certo di poter trovare il locale. Percorro il corso quasi fino in fondo con scarsi risultati, decido di tornare in dietro e controllare meglio l'imbocco della strada dove non avevo prestato la dovuta attenzione. Dopo qualche minuto la ricerca da i suoi frutti ed ecco il posto che cercavo...la saracinesca quasi abbassata mi fa capire che sono arrivato tardi, ma non così tanto in fondo. L'andamento della strada induce il mio occhio a proseguire lungo la sua direttrice ed ecco che qualche metro più in là riconosco davanti ad un bar una sagoma nota, proprio quella che speravo si materializzasse davanti agli occhi. Inizio a tradire emozioni, la pulsazione inaspettatamente aumenta....no! qua sono troppo esposto, sarà la terza volta che mi vedono passare! meglio tistogliere lo sguardo e far finta di andarsene...torno verso il mio mezzo passando a qualche metro dalla mia futura vittima, quasi sento la sua voce, un dubbio atroce mi assale e cerca di convincermi che forse non è lei, che mi sto sbagliando....
....impossibile, deve essere lui, per forza.....mi nascondo dietro l'arco di porta montanara e ogni tanto allungo uno sguardo neanche troppo discreto...la visione è topica, l'arco in pietra crea una perfetta cornice attorno al corleonese e al paio di amici coi quali si sta intrattenendo, quasi una fotografia. Dopo un paio di chiamate agli altri membri del Marlboro capisco che l'indugio è disdicevole per un sicario...si và!
Mi avvicino al bar con passo deciso, lui è li, non si sta accorgendo di nulla, nammeno i suoi amici che forse credono ch'io sia un semplice avventore del locale, sono a pochi metri ed ecco che con altri due passi gli sono alle spalle, poi di fianco......
......estraggo l'arma che ho inpugnato nascosta per tutta la durata della camminata, la punto verso di lui.....attendo prima di sparare....lui si gira e mi guarda per qualche secondo, quasi ignaro del pericolo che sta correndo, ci guardiamo negli occhi....ma quando capisce cosa sta succedendo è ormai tardi e un colpo secco lo ha già colpito mortalmente, ogni forma di pietà è stata soppressa.
Un nove di picche trova spazio nel mio portafogli, è tardi, e mi sono trattenuto anche troppo alla luce del sole....l'ombra mi attende e mi cullerà fedele e materna fino alla prossima azione....

Via Garibaldi - 21/06/2008 - h 19:50

Noodles - Marlboro club

sabato 21 giugno 2008

One shot One Kill

Ebbene sì, c'è stato il primo eliminato da parte della banda ADG.
Sebbene riluttanti all'inizio visto la delicata situazione con l'obbiettivo, gli ADG non si sono lasciati impressionare troppo. L'ordine era stato impartito e quando Mickey Rancore ordina i buoni sicari rispondono! Megacuch e i suoi non si sono lasciati prendere da facili sentimentalismi e in maniera glaciale hanno terminato tutte le aspettative di Zio in brevissimo tempo. Poco più di 12 ore e di Zio è rimasto solo il 6 di picche.
One shot. One Kill. Spietati.

L'ADG ora balza di prepotenza prima in classifica.
Un buon inizio davvero.
Chissà se il prossimo obbiettivo di ADG sarà così veloce a cadere...

Una piccola speranza - Missione speciale

Siamo riusciti ad infiltrare un membro della Triade tra le fila dei traditori del Lacrimoso. Mickey Rancore ha affidato a quest’uomo di fiducia il delicato compito di indagare e scovare il luogo in cui è tenuta prigioniera Abril,la figlia rapita del Boss Eduardo. Per non insospettire il nemico avrebbe dovuto contattare la Triade solo quando avesse ottenuto delle informazioni utili. Pochi minuti fa ci è arrivato un suo sms da un telefono protetto contenente queste poche righe scritte in gran fretta :
“ STAZRICCIONEBIN2-2DASINLATOEST “ .
Probabilmente per impedire di essere smascherato ci ha lasciato un messaggio criptato. Non dobbiamo correre il rischio di far saltare la sua copertura, pertano seguite queste sue indicazioni e seguendo gli indizi RECUPERATE L’INFORMAZIONE al più presto: il messaggio potrebbere essere vitale per volgere le sorti di questo confronto a favore della Triade.
Fate attenzione: non sappiamo con certezza se l’informatore sia stato scoperto e sul luogo potrebbero esserci i sicari del Lacrimoso pronti ad attendervi.
Avete tempo fino a Mercoledì 25 a Mezzanotte per portare a termine questa delicata missione che frutterà preziosi punti solo al primo di voi che la completerà.
La Triade conta su di voi
Vivete nell’ombra.

La Caccia ha inizio

Può essere il tuo cameriere, può essere il tuo barbiere, può essere il tuo postino, può essere un collega o il tuo migliore amico... guardati sempre le spalle, i sicari sono ovunque. La guerra è cominciata!