lunedì 23 giugno 2008

I marlboro club colpiscono ancora!

Il piano è pronto, la tattica provata e riprovata fino a raggiungere una concordata perfezione. Il momento è giunto, e ora non possiamo tirarci indietro. Il sole è allo zenit, arroventa le nostre anime glaciali, pronte a chiudere la bocca ad un altro nemico. No, non un semplice nemico. Un capo-banda è quello a cui puntiamo: taglia la testa, ed il corpo cadrà a terra esanime. Agiamo in terna. Il nostro capo vuole una prova della nostra lealtà e della nostra freddezza, e noi gliela daremo. Per questo il ragazzo è con noi, il più giovane della banda, il più inesperto. Un complice insospettabile, un volto qualunque. Siamo pronti ad agire. Ci sediamo al Cafè giusto di fronte al posto di lavoro nemico. Il capo è là dentro, questo è certo, ma va identificato quanto meglio possibile. Sarò io a mostrarmi, il mio volto non sarà quello di un completo sconosciuto quando le mie pallottole gli toglieranno la vita. Questo non è altro che una tacita promessa di morte. Entro nella banca, mi mostro cordiale, pacato, mi confondo con la folla di persone che attendono, mi mischio con la massa. Per un momento i nostri occhi si incrociano. Posso leggere un lampo di dubbio nel suo sguardo, ma in breve tutto torna alla normalità. L'identikit è completato, si passa alla seconda fase. Riporto quanto annotato ai miei compagni, ed è ora di prendere posto. La sinfonia sta per cominciare.
C'è un uscita secondaria che da su un vicolo oscuro: è lì che il mio compagno si apposta. Si cela nelle ombre, si fonde con l'oscurità, attende paziente che la sua vittima si mostri. Io e il nostro complice sediamo al bar, chiacchieriamo, siamo dei normalissimi avventori. Poi ha inizio la ballata. Un uomo con fare sospetto esce dall'uscita principale del locale, si guarda intorno, probabilmente ha notato la presenza del mio compagno. Attende sull'uscio, e poco dopo il capobanda in persona si fa avanti. Un breve scambio di battute con l'uomo, e sul suo volto si dipinge una maschera di terrore. Una mano fruga nascosta in una borsa e ne esce armata. Vuole eliminarlo, non posso indugiare oltre. Si avvia con passo deciso nel vialetto, le tenebre la avvolgono. Io e il ragazzo scattiamo in piedi. Estrae la telecamera, ci dirigiamo a passo spedito nel vicolo. La donna è a pochi passi dal mio confratello, sta per colpirlo, un'atmosfera di ghiaccio pervade l'ambiente. Poi tutto in un lampo. L'eco impietosa del colpo tra i muri delle case, un ghigno selvaggio sui nostri volti. E' finita.....La sua vita, racchiusa in un dieci di cuori, la abbandona, e cade nelle nostre mani. E così come il suo corpo si stende sul selciato, la sua banda si sfalda. La nostra storia ha inizio. Ha inizio la nostra supremazia.

Marlboro club