Se vuoi un lavoro pulito devi fartelo da solo. Gli uomini d'onore come me lo sanno bene, ma dopo anni di vita da strada si tende ad allontanarsi dall'azione e lasciare largo ai giovani rampanti pieni di voglia di fare carriera, tanto entusiasmo poca esperienza . Uccidono una mezza sega e si sentono il nuovo Al Capone, girano con la sigaretta sempre accesa a penzoloni dalla bocca, tirano in aria la coca come fossero coriandoli, spendono grandi somme in vestiti e massacrano di botte il primo coglione che gli pesta un piede, ma la cosa più pericolosa è lo sguardo di superiorità quando vengono dal capo ancora con le mani sporche di sangue esagerando nel raccontare azioni degne di Charles Bronson, con macchine in fiamme , teste che scoppiano e fughe in macchina alla Hazzard.
Ogni tanto bisogna ristabilire le gerarchie, mostrargli il figlio di puttana che c'è in te e le superiore doti da sicario, raffinati da anni di pallottole e fiumi di sangue.
La pianificazione è la fase più importante del lavoro del sicario, ancora di più del cuore di pietra. Una piccola dimenticanza o sbavatura ed il gioco è finito. Ieri verso le 22 ho fatto un breve appostamento, giusto per capire le abitudini di Acca: che macchina ha, se è puntuale al lavoro, se gira sola e dove parcheggia quando torna a casa. Avrei potuto stenderla subito, ma non è il mio modo di agire, troppe persone in giro e Riccione di sera è troppo caotica. Uccidere è facile, fare un lavoro pulito è arte.
Oggi era il giorno. Il suo ultimo giorno. Vado al bar a prendere un amaro forte e deciso. Sono in anticipo. Mi apposto in macchina e aspetto che Acca ritorni a casa. Eccola arrivare. Puntuale, come previsto. Scende dalla macchina. Estraggo lo strumento. Un colpo secco alla schiena. Fine della storia. Nessuno mi ha visto.
Il re di picche è mio.
Pinza, capo della Mano di Dio