48 ore. Una sola missione. DIFFICILE, ha scritto La Triade. Portarla a
termine. Volete continuare a vedere la luce del sole?
Uccidete.
,uccidete.
Nel frattempo, un numero indeterminato di sicari alla nostra ricerca. Un bel
"Wanted" appiccicato sulla fronte.
Primo passo. Trovato il maggior numero di informazioni possibili. Eccoci a
caccia.
La nostra prima,
giornata,
di caccia.
Non c'è traccia di Lionello. Ha orari variabili. Controlliamo tutte le sedi
possibili. Improvvisiamo della sociologia. Tentiamo con la logica.
Raccogliamo tracce. Niente.
Fa quasi buio. Ore 21,30. Esce di casa, sì, è Lui. Lionello. Sale in auto
con due amici. No, non possiamo attaccare ora, inseguiamolo. Perse le
tracce. Non ci voleva. No, cazzo.
Controlliamo tutte le sedi possibili. Improvvisiamo della sociologia.
Tentiamo con la logica. Raccogliamo tracce.
Buio pesto. Ore 23.30. Sì. Tornerà a casa.
Colte nel momento peggiore, quasi disarmate, ecco fiondarsi contro di noi,
un'auto. Lionello. Armato. Schiviamo i colpi-l'auto scompare-l'auto
torna-schiviamo i colpi-schiva i colpi. È un faccia a faccia. Lionello non
c'è più-Lionello è tornato. E Gibbuti si nasconde. Saluti attacca. Lionello
indietreggia verso E Gibbuti. La scopre. È un faccia a faccia. L'arma non
era stata caricata come si doveva. E Gibbuti muore.
E Gibbuti muore. Per sempre. Non c'è tempo per piangere.
Ma deve esserci un Qualcosa, e quel Qualcosa ha fatto sì che le armi di
Lionello e di Saluti finissero rispettivamente i proiettili nello stesso
momento. Disarmati. Stesso momento. Cazzo.
Nessuna ferita. È duello. Domani. Domani, non ci sarà tregua.
Nessuna traccia di chi ha accettato la nostra taglia. Evidentemente, ci sarà
miglior ricompensa altrove.
Secondo giorno.
Tutto è nelle mani della notte. Dell'oscurità. Delle tenebre. E se Saluti
intende salvarsi le penne, tocca che si dia da fare.
Lionello sarà al Perbacco stasera. Ho 2 ore. Ho 120 minuti. E nemmeno un
secondo da perdere.
Nessuna traccia di chi ha accettato la nostra taglia. Evidentemente, avranno
obiettivi più succulenti.
Un solo proiettile. Non sono riuscita ad ottenere altro quest'oggi.
Un solo proiettile.
Vado.
Arrivo prima di lui, mi apposto. Lo spio da tutte le angolazioni
possibili-prevedo le sue mosse-si guarda intorno-attende le mie mosse.
Lo vedo accarezzarsi la tasca. Di continuo. L'arma è lì. È armato. Mi
aspetta. Sa che arriverò da un momento all'altro. Sarà dura.
Ma una cosa non la sa. Non sa che io sono già lì. Dietro di lui, dietro un
cespuglio. Non sa che appena partirà la musica, io mi lancerò in mezzo alla
siepe, e da lì, cadrò esattamente su di lui. E lui sarà probabilemtne
distratto.
Parte il karaoke.
No, non lo è. La mano continua ad accarezzare la tasca. Vedo le sue orecchie
tendersi-il collo che si contrae-la testa sta per girarsi-l'arma è sotto il
tavolo. Mi vedrà. Non ho tempo per prepararmi all'attacco. Attacco.
Sbaglia mira.
È morto.
Sì.
Il mio colpo l'ha preso in pieno.
In piena fronte.
Nel bel mezzo della fronte.
Vedo un rivolo di sangue.
La pendenza lo porta in mezzo a quei bulbi oculari.
Non posso nemmeno godermi la scena,
che mi tocca dileguarmi.
nell'ombra.
Ho qui l'immagine, sì, di quei bulbi oculari.
Spenti una volta per tutte.